Le tovaglie per i ristoranti: mille tipologie

Le tovaglie per i ristoranti: mille tipologie

Tovaglia è la base di ogni apparecchiatura: lo è in senso fisico e letterale, visto che qualsiasi cosa venga messa sulla tavola si appoggerà su di essa. Lo è, ancora di più, in senso figurato – in quanto la tovaglia dà lo stile generale di tutta la tavola.

Questo è particolarmente vero nella ristorazione professionale. Le tovaglie per i ristoranti danno subito l’idea del tipo di ambiente in cui ci si trova e per questo devono essere assolutamente impeccabili. Cominciamo, perciò, a conoscerle meglio identificando i tipi di prodotto.

Tovaglia classica

E’ la normale tovaglia che si usa come base per le successive apparecchiature. Se nella tavola casalinga è spesso l’unico vestito che la ricopre, quando si tratta di tovaglie per i ristoranti è facile che sopra la tovaglia classica ci siano anche coprimacchia, tovagliette americane o runner.

Coprimacchia

Il coprimacchia è quella tovaglia che si mette sopra alla principale per proteggerla e abbellirla. La tovaglia principale è generalmente ampia, cade lungo i bordi per una lunghezza abbondante, è spesso più elaborata come tessuto; è quindi più pratico coprirla parzialmente con il coprimacchia che è generalmente più piccolo e adatto a lavaggi frequenti. Si ottiene così un doppio effetto: si riduce il volume dei lavaggi (quello che viene sostituito per ogni cliente è il coprimacchia, non la tovaglia principale) e si può abbellire la sala giocando sul contrasto dei colori.
In alcuni ristoranti la funzione del coprimacchia viene svolta dalle tovaglie runner o dalle tovagliette americane.

Tovaglia runner

Si tratta di una tovaglia lunga e stretta, con una larghezza di soli 40 o 50 cm (corrispondente allo spazio occupato da un’apparecchiatura completa o poco più) e con una lunghezza tale da coprire due posti uno di fronte all’altro. Per un classico tavolo quadrato apparecchiato per due persone, ad esempio, potrà avere una misura di 40 X 140 cm.
La tovaglia runner si mette sopra alla tovaglia classica e delimita lo spazio per due commensali seduti uno di fronte all’altro, facendo funzione anche di coprimacchia. E’ spesso utilizzata in tavole importanti e in locali che ricercano una certa formalità, non si usa però su tavoli tondi.

Tovaglietta americana

La tovaglietta americana è una sorta di coprimacchia monoposto: le sue dimensioni  (solitamente 53×37 centimetri) corrispondono a quelle standard per un vassoio o un’apparecchiatura completa.
E’ utilizzata per lo più nella ristorazione veloce mentre i locali più formali optano solitamente per soluzioni diverse (coprimacchia classico, runner). Si tratta tuttavia di un oggetto estremamente versatile: la si può trovare nei pub o nelle pizzerie, fatta di carta o in tessuto non tessuto leggero, così come in ristoranti più formali se ricavata da un materiale più elegante e robusto.

Tovaglia in rotolo

Adatta per feste, sagre, circoli e tutte quelle occasioni dove l’informalità è caratteristica inscindibile del contesto. Le tovaglie in rotolo di tessuto non tessuto per la ristorazione professionale danno modo di allestire una tavola allegra e colorata in breve tempo e soprattutto di tagliare le misure necessarie sul momento, garantendo così la massima flessibilità nella disposizione dei tavoli. E’ una soluzione economica ma estremamente pratica; la possibilità di accedere a rotoli colorati o con loghi personalizzati la rende appetibile anche dal punto di vista estetico.

Tovaglia con gonna plissé

Si tratta di una tovaglia particolarmente elegante, che deve essere cucita esattamente sulle misure del tavolo a cui è destinata sia come larghezza e profondità che come altezza. Il tessuto ricopre perfettamente, infatti, la superficie della tavola e scende poi lunga fino a terra cucita in un raffinato gioco di plissé. Per la sua importanza è utilizzata di solito in tavole per buffet o in occasioni particolarmente formali come ricevimenti o eventi speciali.
Può essere abbinata a dei coprimacchia, purché sufficientemente eleganti nel materiali e nel colore.

di Gabriella Poggiali

2019-01-09T09:53:30+00:00